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  • Il Lotto nella televisione italiana. Quando la Rai dava i numeri

    Il Lotto nella televisione italiana. Quando la Rai dava i numeri

    Dal bollettino letto in pochi minuti al Televideo, fino alle estrazioni in diretta e a Il Lotto alle Otto: per decenni anche i numeri del Lotto hanno avuto un loro posto nel palinsesto televisivo.

    Per molto tempo, per conoscere i numeri del Lotto non bastava prendere in mano uno smartphone. Bisognava aspettare. Attendere il giornale, passare dalla ricevitoria oppure accendere la televisione e aspettare che la Rai desse, letteralmente, i numeri.

    Quello delle “Estrazioni del Lotto” è stato per decenni uno dei più piccoli e longevi appuntamenti di servizio della televisione italiana. Pochi minuti, talvolta pochi secondi: una sigla, una tabella con le dieci ruote e le voci degli speaker Rai — Roberto Di Palma e Piero Bernacchi tra quelle più riconoscibili, insieme negli anni ad altri annunciatori come Augusto Lombardi — che scandivano una dopo l’altra le cinquine estratte.1

    Dietro quella presenza apparentemente marginale si nasconde però una curiosa storia televisiva, fatta di Monopoli di Stato, Televideo, cambi d’orario, grafiche diventate familiari e, alla fine degli anni Novanta, perfino di un vero programma costruito attorno all’estrazione.

    Il Lotto, un gioco dello Stato

    Il rapporto fra Lotto e televisione nasce anzitutto dalla particolare natura del gioco. Il Lotto non era una lotteria privata: il suo esercizio era riservato allo Stato e faceva capo all’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato.

    La comunicazione dei risultati aveva quindi una evidente funzione pubblica. L’ufficialità delle estrazioni non dipendeva dalla televisione — esistevano appositi bollettini ufficiali — ma la Rai permetteva di portare rapidamente quei numeri nelle case di milioni di italiani.

    Quelle brevi trasmissioni sono da considerare come una delle forme con cui il servizio pubblico radiotelevisivo diffondeva un’informazione di interesse generale.2

    E per generazioni di telespettatori quell’informazione divenne anche una piccola abitudine settimanale.

    Quando la Rai “dava i numeri”

    Il Lotto compare nei palinsesti televisivi Rai già negli anni Cinquanta. In alcune epoche la comunicazione era accostata direttamente al Telegiornale; in altre aveva uno spazio autonomo di pochissimi minuti.

    Per molti anni l’estrazione avveniva il sabato intorno a mezzogiorno, mentre la televisione comunicava i risultati più tardi. Negli anni Sessanta poteva capitare di trovarli nel tardo pomeriggio o in preserale; negli anni Ottanta e Novanta la Rai arrivò persino a ripetere i numeri più volte nel corso della stessa giornata.

    Quando nelle vecchie guide televisive compare la dicitura Estrazioni del Lotto, non significa necessariamente che il telespettatore stesse assistendo all’estrazione in diretta, ma si trattava semplicemente della lettura del bollettino.

    In alcuni sabati degli anni Novanta, per esempio, la stessa estrazione poteva essere comunicata una prima volta all’ora di pranzo su Raiuno e poi riproposta nel pomeriggio su Raidue.

    Anche la grafica contribuì a rendere familiare quell’appuntamento. Tra la fine degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta si consolidò un’immagine facilmente riconoscibile: sfondo blu, cornucopia nell’angolo, dieci ruote ordinate in una griglia e cinquanta numeri già visibili sullo schermo.

    Una grafica essenziale, quasi istituzionale. Non doveva intrattenere: doveva semplicemente informare.

    Prima di Internet c’era il Televideo

    Dal 1984 alla televisione lineare si affiancò però un concorrente molto particolare: il Televideo.

    Per chi disponeva di un televisore adatto non era più indispensabile aspettare l’orario stabilito dal palinsesto. Bastava richiamare la pagina dedicata alle estrazioni e verificare se i risultati fossero già stati aggiornati.3

    Era, per certi versi, una piccola anticipazione delle abitudini odierne: l’informazione non arrivava più soltanto quando la televisione decideva di trasmetterla, ma poteva essere cercata dal telespettatore nel momento desiderato.

    Il rapporto fra Lotto e Televideo sarebbe durato a lungo, sopravvivendo perfino all’arrivo di Internet. Ancora molti anni dopo, le pagine dedicate a Lotto e lotterie continuavano a registrare milioni di consultazioni.

    1997: il Lotto cambia orario

    La vera svolta arriva nel 1997.

    Fino a quel momento esisteva una sola estrazione settimanale, il sabato. Con la riforma viene introdotta anche quella del mercoledì con un radicale cambio di orario: la raccolta delle giocate viene prolungata fino alle 19.30 e le operazioni di estrazione possono iniziare soltanto dopo le 20.30.

    La prima estrazione serale e infrasettimanale della storia del Lotto si tiene il 12 marzo 1997.4 La stampa dell’epoca presenta il raddoppio anche come un’operazione destinata a incrementare gli introiti dello Stato e a finanziare interventi sul patrimonio artistico.

    Il Lotto è diventato serale. Ma non è ancora pienamente televisivo.

    Nei primi mesi della nuova formula, infatti, la Rai continua spesso a comunicare i risultati molto più tardi: il mercoledì intorno alle 22.30, il sabato anche verso le 23. In pratica potevano trascorrere oltre due ore fra l’inizio delle operazioni e la lettura televisiva.

    È proprio in questa fase che si distinguono anche due diverse grafiche. Su Raiuno rimane un’impostazione dominata dal blu e, in alcuni periodi, i numeri vengono mostrati progressivamente mentre lo speaker legge le varie ruote. Su Raidue compare invece una grafica più asciutta, dominata da grigio e rosso, con tutte le cinquine già raccolte nella griglia.

    Piccoli dettagli, ma sufficienti a rendere riconoscibile anche visivamente il Lotto delle due reti.

    Schermata delle Estrazioni del Lotto su Raidue del 16 aprile 1997, con grafica grigia e rossa e i numeri delle ruote
    La grafica delle Estrazioni del Lotto su Raidue, 16 aprile 1997

    1998: l’estrazione entra davvero in televisione

    Appena un anno dopo avviene il passaggio decisivo.

    Nel febbraio 1998 il Corriere della Sera annuncia con un titolo curioso: «Il Lotto debutta in tv». In realtà i numeri del Lotto erano presenti sulla Rai da decenni. La novità era un’altra: per la prima volta sarebbe stata mostrata regolarmente l’estrazione in diretta.

    Il progetto prevedeva un appuntamento su Raidue dalle 20 alle 20.30. Il mercoledì e il sabato il programma avrebbe seguito direttamente le operazioni di estrazione; negli altri giorni avrebbe proposto giochi, curiosità e racconti legati alla tradizione del Lotto.5

    Alla fine di marzo nasce così Il Lotto alle Otto.

    La coincidenza con l’organizzazione delle estrazioni è significativa. Dal 1º aprile 1998 l’orario ufficiale viene anticipato dalle 20.30 alle 20.00. Il nuovo programma debutta il 30 marzo e, due giorni dopo, può già ospitare la prima estrazione del mercoledì nel nuovo orario.6

    La televisione e il Lotto, fino a quel momento separati da ore di attesa, finiscono finalmente per incontrarsi.

    Il Lotto alle Otto: quando il bollettino diventa spettacolo

    Con Il Lotto alle Otto cambia completamente il linguaggio.

    Non c’è più soltanto una tabella da leggere. Il Lotto diventa un piccolo spettacolo televisivo fatto di Smorfia, cabala, tradizioni popolari, curiosità sui numeri e giochi per il pubblico.

    La prima edizione è condotta da Massimo Giletti, con Francesco Salvi e Stefania Orlando, sotto la guida di Michele Guardì.

    Nei giorni di estrazione arriva il momento più atteso: il collegamento con la sala in cui vengono estratti i numeri. È ancora l’epoca delle urne, dei bussolotti e del tradizionale rituale del bambino bendato chiamato a scegliere le sfere.

    Anche dietro la nascita del programma c’è una storia interessante. Per l’assegnazione televisiva delle estrazioni fu organizzata una gara da Lottomatica: oltre alla Rai partecipò Telemontecarlo, che aveva immaginato un programma con Rita Forte. La proposta Rai fu giudicata più adatta a valorizzare la tradizione del gioco.

    E il Lotto diventò perfino un piccolo caso di concorrenza interna alla televisione pubblica.

    La collocazione immediatamente precedente al TG2 rendeva infatti l’estrazione un possibile traino per il telegiornale. Sulla stampa dell’epoca comparvero perfino le preoccupazioni per l’effetto che quei minuti di suspense avrebbero potuto avere sul pubblico del contemporaneo TG1.

    Difficile immaginare oggi che cinque numeri estratti da un’urna potessero entrare nelle strategie della sfida fra telegiornali Rai.

    Gli anni Duemila

    Il Lotto alle Otto prosegue negli anni successivi restando legato a Raidue, andando in onda immediatamente prima del TG2 delle 20.30.

    Nei primi anni Duemila la sua durata si riduce e l’appuntamento compare spesso intorno alle 20.20, conservando la funzione di breve traino al telegiornale.

    Su Raiuno continuano invece a comparire, in seconda o terza serata, i bollettini delle “Estrazioni del Lotto”.

    Intanto cambia lo stesso Lotto.

    Dal 2005, le estrazioni diventano più frequenti, le procedure vengono progressivamente automatizzate e alla televisione si affiancano strumenti sempre più rapidi: prima il Televideo, poi Internet, i siti ufficiali e infine le applicazioni per smartphone.

    Anche la necessità del vecchio bollettino televisivo comincia così a diminuire.

    La Rai continuerà comunque a ospitare, in varie forme, appuntamenti dedicati alle estrazioni. Nel 2010 Il Lotto alle Otto torna su Raidue con Tiberio Timperi e con collegamenti dalle sale dei Monopoli.7

    Ma il rapporto è ormai cambiato. Quella che per decenni era stata un’informazione da aspettare davanti al televisore è diventata un dato disponibile quasi immediatamente attraverso molti canali differenti.

    Numeri, feste e piccole curiosità

    La lunga storia televisiva del Lotto è fatta anche di eccezioni.

    Quando il giorno dell’estrazione coincideva con una festività civile, il concorso poteva essere spostato al primo giorno feriale successivo. La regola è ricordata esplicitamente anche dalla stampa nel 1997.

    Diverso il caso della vigilia di Natale o di San Silvestro, che non sono festività civili: in alcune epoche l’estrazione si svolgeva regolarmente, talvolta in anticipo rispetto al consueto orario.

    E non mancarono situazioni ancora più particolari. Nel marzo 1997 la prima estrazione serale rischiò, per esempio, di coincidere con uno sciopero dei dipendenti dei Monopoli.

    Poi ci sono le immagini.

    La cornucopia dorata degli anni Novanta, il fondo blu di Raiuno, la griglia rossa e grigia di Raidue, la voce dello speaker che scandiva «Bari… Cagliari… Firenze…», fino alla sigla tridimensionale di Estrazioni del Lotto: una grafica povera rispetto agli standard odierni, ma capace di diventare immediatamente riconoscibile.

    Perché anche questo era televisione.

    Oggi conoscere i numeri estratti richiede pochi secondi. Per molti anni, invece, il Lotto aveva un suo tempo e un suo piccolo rito: l’estrazione, l’attesa, il telecomando, il Televideo oppure quella breve interruzione del palinsesto in cui la Rai dava finalmente i numeri.

    Un appuntamento quasi scomparso, ma che per decenni ha fatto parte della quotidianità televisiva italiana.

    1. La presenza delle estrazioni nei palinsesti Rai è documentata già negli anni Cinquanta: ad esempio, l’Unità, 12 dicembre 1959, p. 7, indica “Estrazioni del Lotto” alle 18.50, dopo il Telegiornale pomeridiano. Tra gli speaker Rai che nel corso degli anni prestarono la voce alla lettura delle estrazioni figurano, tra gli altri, Roberto Di Palma, Piero Bernacchi e Augusto Lombardi. ↩︎
    2. Legge 2 agosto 1982, n. 528, Ordinamento del gioco del lotto e misure per il personale del lotto, art. 1. Per la qualificazione televisiva del Lotto come contenuto di servizio, cfr. anche Rai, Composizione dell’offerta TV – Contratto di servizio 2010-2012, dove le “Estrazioni Lotto” di Rai 2 sono comprese tra i “Programmi e rubriche di servizio”. ↩︎
    3. Nuova Elettronica, n. 99, febbraio 1985, p. 104, nell’articolo dedicato al nuovo servizio Televideo, cita espressamente tra le informazioni consultabili sul televisore “la schedina del totocalcio o i numeri del lotto”. ↩︎
    4. Decreto del Ministero delle Finanze 30 gennaio 1997, Calendario delle estrazioni del gioco del lotto, G.U. n. 40 del 18 febbraio 1997. La prima estrazione della nuova formula serale e infrasettimanale si svolse mercoledì 12 marzo 1997. Cfr. anche La Stampa, 20 febbraio, 11 e 12 marzo 1997. ↩︎
    5. Sul debutto televisivo delle estrazioni in diretta: Corriere della Sera, 25 febbraio e 28 marzo 1998; La Stampa, 28 marzo 1998. Il Lotto alle Otto debuttò su Rai 2 il 30 marzo 1998. ↩︎
    6. Con decreto del 26 marzo 1998, G.U. n. 74 del 30 marzo, l’inizio delle operazioni di estrazione fu anticipato dalle 20.30 alle 20.00, con decorrenza dal 1º aprile 1998 ↩︎
    7. Rai, Il Lotto alle Otto, documentazione dell’edizione 2010: il programma tornò su Rai 2 dall’8 febbraio 2010, con Tiberio Timperi e collegamenti in diretta dalle sale dei Monopoli di Milano, Napoli e Roma. ↩︎