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  • 11 settembre 2001: la televisione italiana davanti all’attacco

    11 settembre 2001: la televisione italiana davanti all’attacco

    Venticinque anni dopo, la ricostruzione di come Rai, Mediaset, La7 e televisioni locali modificarono programmi e palinsesti per raccontare in diretta l’attacco agli Stati Uniti.

    Martedì 11 settembre 2001, poco prima delle tre del pomeriggio, la televisione italiana era ancora quella prevista dai palinsesti.

    Su Raiuno era appena cominciato il film Accadde in paradiso. Raidue trasmetteva The Practice – Professione avvocati. Su Raitre il pomeriggio era dedicato ai più piccoli con La Melevisione. Rete 4 aveva avviato la messa in onda di Sentieri. Su Canale 5 era in onda Ally McBeal. Italia 1 proponeva lo speciale Non era la Rai. La7, nata da pochi mesi dalle ceneri di TMC, trasmetteva Oasi. MTV continuava la propria programmazione musicale.

    Era la normale televisione di un martedì di fine estate.

    Alle 14.46 italiane un aereo colpì la Torre Nord del World Trade Center. Per alcuni minuti non fu ancora chiaro se si trattasse di un incidente. Alle 15.03, quando un secondo aereo colpì la Torre Sud davanti alle telecamere di tutto il mondo, quella possibilità scomparve.

    Da quel momento iniziò anche una trasformazione televisiva che, pur marginale rispetto alla portata degli eventi, aiuta oggi a ricostruire come milioni di italiani vissero quelle ore: la progressiva dissoluzione dei palinsesti.

    Non avvenne in un unico istante. Alcune reti abbandonarono subito ogni programma; altre provarono a tornare alla programmazione dopo un primo aggiornamento; altre ancora alternarono per qualche tempo telefilm e notiziari.

    Rete 4: alle 15.12 il palinsesto si ferma

    Uno dei casi più lineari è quello di Rete 4.

    Alle 15.00 era iniziata la soap opera Sentieri. Poco dopo, alle 15.12, la programmazione viene interrotta ed Emilio Fede apre un’edizione straordinaria del TG4, presentandosi in video indossando una giacca di renna, dettaglio spesso ricordato come segno della rapidità e della concitazione con cui la redazione fu costretta ad andare in onda.

    Il tono delle prime parole restituisce bene l’incertezza di quei minuti: si parla ancora di una gravissima sciagura, mentre la natura e le dimensioni dell’attacco stanno appena diventando comprensibili.

    A differenza di quanto avverrà inizialmente sulle altre reti Mediaset, Rete 4 non torna ai programmi. L’edizione straordinaria prosegue fino alle 20.24, per oltre cinque ore. Saltano quindi il resto di Sentieri, il film Giuro che ti amo, previsto alle 16.10, Sembra ieri, l’edizione ordinaria del TG4 delle 18.55 e gli appuntamenti del preserale.1

    La durata della diretta assorbe anche il normale telegiornale serale. In alcuni passaggi Fede organizza apertamente davanti alle telecamere il lavoro della redazione e la preparazione dei servizi successivi: un elemento che rende visibile allo spettatore il carattere eccezionale e in parte improvvisato della copertura.

    Alle 20.24 arriva un nuovo passaggio. Dopo aver ringraziato tecnici e collaboratori, Fede annuncia che il TG4 tornerà ad aggiornare gli spettatori «nel corso del film che sta per andare in onda». Il film previsto a seguire era I magnifici sette, in palinsesto alle 20.40.

    Dopo oltre cinque ore di informazione continuativa, Rete 4 torna dunque verso la programmazione serale senza chiudere l’emergenza informativa: il film diventa lo spazio all’interno del quale il TG4 può continuare a intervenire con ulteriori aggiornamenti.

    Emilio Fede nello studio del TG4 durante la lunga edizione straordinaria dedicata agli attentati dell’11 settembre 2001.
    Rete 4 durante la lunga edizione straordinaria del pomeriggio dell’11 settembre 2001

    Raidue: il TG interrompe The Practice, poi il telefilm riparte

    Pochi minuti dopo l’intervento di Rete 4 arriva quello di Raidue.

    Alle 15 era iniziato The Practice – Professione avvocati, episodio “Eutanasia”. Alle 15.16 il telefilm viene interrotto e parte un’edizione straordinaria del TG2 condotta da Sandro Petrone.

    Lo stesso Petrone ha ricostruito quei minuti nel saggio NY anch’io, pubblicato nel volume Torri crollanti. Il giornalista racconta di essere stato informato del primo impatto alle 14.52, mentre stava entrando a Saxa Rubra. La notizia era ancora incerta: si ipotizzava persino che contro la torre potesse essersi schiantato un piccolo aereo, addirittura da turismo.

    In redazione ci si chiede esplicitamente se vi siano già gli elementi sufficienti per interrompere le trasmissioni. Alle 15.03, davanti alle immagini del secondo aereo che colpisce l’altra torre, ogni dubbio viene meno. Petrone ricorda la reazione di un collega: non poteva più essere un incidente.

    «Poco dopo sono in diretta», scrive. Quel “poco dopo” coincide con le 15.16.2

    L’edizione straordinaria dura circa sedici minuti, poi termina. Raidue torna a The Practice e il telefilm riprende esattamente dal punto nel quale era stato interrotto. La scelta mostra che, in quel momento, la notizia viene ancora gestita come una parentesi straordinaria all’interno di un palinsesto che può proseguire.

    Terminata la puntata di The Practice, Raidue torna nuovamente all’informazione con una lunga edizione straordinaria del TG2 condotta da Guido Barendson, che si protrae per oltre un’ora. Solo successivamente la rete lascia spazio a una lunga sequenza di documentari naturalistici della serie Eroi della natura.3

    Tris di cuori salta, così come gran parte degli appuntamenti previsti nel pomeriggio. L’episodio “Lo zampognaro rosso”, che sarebbe dovuto andare in onda quel giorno, ricompare nel palinsesto di giovedì 13 settembre, quando Raidue recupera l’appuntamento rimasto fuori dalla programmazione del martedì precedente.

    Poco prima delle 18 è in onda una puntata di Eroi della natura dedicata al mondo delle tarantole. Il documentario viene interrotto per il messaggio a reti unificate del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e, concluso l’intervento, riprende esattamente dal punto nel quale era stato sospeso.

    Successivamente viene avviata un’altra puntata della stessa serie, Le tigri del Bengala. Anche questa volta il ritorno alla programmazione dura poco: il documentario resta in onda per poco più di 12 minuti, prima che Raidue torni nuovamente all’informazione poco prima delle 18.30. Intorno alle 18.29 Claudio Angelini interviene da New York; verso le 18.42 è invece in collegamento Paolo Longo da Gerusalemme. Restituita la linea allo studio, Guido Barendson dà anche notizia dell’atterraggio ad Atene del volo Saudi Arabian Roma-Gedda, interessato da un falso allarme bomba. L’aggiornamento si protrae per oltre venti minuti.4

    Poco prima delle 20 Raidue torna ancora una volta alla programmazione con Zorro.

    Alle 20.29 prende quindi avvio il lungo TG2 serale, che termina intorno alle 21.11. Anche la prima serata viene completamente ricostruita: va in onda uno speciale del TG2 Dossier dedicato a Osama Bin Laden, dal titolo Il principe del terrore, insieme a un episodio della serie Un caso per due. Nelle ore successive Raidue torna ancora all’informazione con una nuova edizione straordinaria del TG2 condotta da Barendson e Mariolina Sattanino. Più tardi, va in onda il TG2 Notte, anch’esso interamente dedicato alla cronaca della giornata.

    Guido Barendson conduce un’edizione straordinaria del TG2 dell’11 settembre 2001, con le immagini del World Trade Center sullo sfondo.
    Guido Barendson durante un’edizione straordinaria pomeridiana del TG2.

    Italia 1: Sabrina alternata alle notizie

    La gestione di Italia 1 segue una strada ancora diversa.

    Alle 15 è in onda Non era la Rai, lo speciale celebrativo realizzato per il decennale dello storico programma di Gianni Boncompagni. La trasmissione, iniziata appena il giorno precedente, era prevista dalle 15 alle 15.30.

    Alle 15.25 Studio Aperto interrompe il programma. Alla conduzione c’è Claudio Brachino.5

    Il filmato conservato mostra, sui monitor dello studio, entrambe le Torri Gemelle ancora in piedi ma già in fiamme.

    Dopo alcuni minuti Brachino si avvia chiaramente verso la conclusione dell’edizione: spiega che il tempo a disposizione è terminato e rimanda gli spettatori all’appuntamento ordinario delle 18.30, precisando che Studio Aperto sarebbe comunque tornato sui fatti nel corso del pomeriggio qualora vi fossero stati nuovi sviluppi. Proprio mentre sta per chiudere, riceve una telefonata sul telefono di servizio e aggiunge un’ultima informazione appena arrivata: gli aerei dirottati sarebbero partiti da Boston.

    La sequenza chiarisce bene l’impostazione della rete in quel momento: quella delle 15.25 è una prima edizione straordinaria pensata per concludersi dopo pochi minuti e restituire la linea alla programmazione. Sarà l’evoluzione sempre più grave degli avvenimenti a spingere Italia 1 verso una copertura informativa più lunga.

    Terminato il primo flash, infatti, Italia 1 torna ai programmi. Comincia Sabrina, vita da strega, episodio “I sogni si avverano”, previsto originariamente alle 15.30.

    La puntata arriva alla normale pausa pubblicitaria di metà episodio. Terminati gli spot, Sabrina riprende, ma soltanto per pochi secondi: Studio Aperto interrompe nuovamente il telefilm.

    Dopo questo secondo aggiornamento, Italia 1 torna ancora una volta a Sabrina. La sitcom viene portata a conclusione e soltanto allora parte una nuova edizione di Studio Aperto, questa volta molto più lunga.

    Le interruzioni informative hanno nel frattempo accumulato diversi minuti di ritardo rispetto al palinsesto originario.

    La conclusione di Sabrina può quindi essere collocata tra le 16.05 e le 16.10. È a quel punto che l’alternanza si chiude: dopo aver fatto convivere per un breve periodo la sitcom e gli aggiornamenti, Italia 1 passa alla lunga diretta informativa di Studio Aperto.

    Claudio Brachino nello studio di Studio Aperto durante gli aggiornamenti straordinari dell’11 settembre 2001.
    Studio Aperto durante gli aggiornamenti straordinari del pomeriggio.

    Raiuno: dalle 15.27 non si torna più indietro

    Molto più lineare il comportamento di Raiuno.

    Alle 15 era iniziato il film Accadde in paradiso. Alle 15.27 il film viene interrotto e parte l’edizione straordinaria del TG1, inizialmente condotta da Ludovico Di Meo.

    Da questo momento Raiuno non torna più alla normale programmazione. La prima lunga edizione straordinaria accompagna gli spettatori fino alle 18.00: saltano quindi il resto del film, La signora del West, il varietà delle 18 e Quiz Show con Amadeus, previsto alle 18.50.6

    Alle 18.00 viene trasmesso a reti unificate il messaggio del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Subito dopo l’informazione riprende con una nuova lunga edizione straordinaria del TG1, condotta da Tiziana Ferrario, che prosegue fino alle 20.

    Alle 20.00 parte il TG1 serale, interamente dedicato agli attentati e prolungato per quasi un’ora. Anche la prima serata viene così completamente riscritta: il palinsesto avrebbe previsto la seconda parte di Quiz Show alle 20.35 e, alle 20.50, la miniserie Tutto in quella notte.

    Al loro posto, al termine del lungo telegiornale, Raiuno prosegue con uno speciale di Porta a Porta dedicato agli attacchi, in onda per oltre due ore e mezza. La copertura informativa continua poi nella notte con un’edizione straordinariamente lunga del TG1 Notte.

    Su Raiuno, dunque, la rottura del palinsesto è definitiva già dal primo stacco delle 15.27: da quel momento la rete non utilizza più programmi di raccordo e rimane affidata all’informazione fino alla notte.

    Ludovico Di Meo conduce l’edizione straordinaria del TG1 iniziata nel pomeriggio dell’11 settembre 2001.
    Ludovico Di Meo alla conduzione dell’edizione straordinaria del Tg1 iniziata alle 15,27

    Canale 5: dai primi flash alla lunga diretta del TG5

    Canale 5 offre la ricostruzione più complessa di quel pomeriggio.

    Il palinsesto prevedeva alle 14.40 Ally McBeal, con l’episodio “Cambiamenti”; alle 15.30 Una bionda per papà, episodio “Un fantasma mascherato”; alle 16 il film tv I tre segreti. Nel tardo pomeriggio sarebbero dovuti andare in onda Verissimo, alle 18, e Passaparola, alle 18.40.

    Fabio Tricoli ha ricostruito la rapidità con cui il TG5 si mobilitò. Dopo il secondo impatto delle 15.03, ricorda, non vi erano ormai più dubbi sulla natura dell’evento: bisognava interrompere i programmi, mentre Enrico Mentana raggiungeva in pochi minuti gli studi del Centro Palatino. La copertura del TG5 sarebbe poi proseguita, nelle parole dello stesso Tricoli, «quasi ininterrottamente» fino a notte fonda.7

    Un primo flash straordinario del TG5 interrompe Ally McBeal. Terminato l’intervento informativo, Canale 5 torna temporaneamente ai programmi.

    Canale 5 avvia quindi la messa in onda del film I tre segreti.

    Durante il film compare anche un sottopancia che annuncia un’imminente edizione straordinaria del TG5: un particolare che indica come il nuovo appuntamento informativo fosse già stato predisposto mentre il film era ancora in corso.

    Poco dopo il film viene interrotto e la linea torna a Enrico Mentana. Il direttore apre la nuova edizione con una frase significativa: «Forse lo sapete già…». Parole che acquistano un significato particolare alla luce del precedente flash e che si rivolgono a un pubblico già almeno in parte informato di quanto stava accadendo.

    Una bionda per papà, prevista alle 15.30, salta: lo stesso episodio, Un fantasma mascherato, viene recuperato quattro giorni più tardi, sabato 15 settembre, alle 9.30 del mattino, in una collocazione inconsueta per la serie. Anche I tre segreti, interrotto nel pomeriggio dell’11 settembre, viene nuovamente programmato il successivo 3 ottobre.

    Intorno alle 16 prende avvio la lunga diretta di Mentana, destinata a proseguire fino alle 22.48. Dopo il primo flash durante Ally McBeal, Canale 5 modifica quindi immediatamente la scaletta: accantona Una bionda per papà e anticipa I tre segreti rispetto all’orario previsto, utilizzando il film nello spazio rimasto disponibile prima della nuova edizione straordinaria.8

    Il film assunse così, di fatto, la funzione di programma-ponte: un temporaneo ritorno alla programmazione mentre la redazione preparava una copertura informativa destinata a essere ben più lunga. Il sottopancia che scorre durante la pellicola, annunciando l’imminente edizione straordinaria del Tg5, rafforza questa lettura.

    Con la successiva interruzione de I tre segreti cambia definitivamente la natura del pomeriggio di Canale 5. Da quel momento prende avvio la lunga diretta di Mentana e la possibilità di tornare alla normale programmazione viene abbandonata.

    Nel corso della copertura lo stesso Mentana spiega agli spettatori che, per la gravità degli avvenimenti, non è possibile trasmettere Verissimo e Passaparola e che Canale 5 deve continuare a seguire quanto sta accadendo negli Stati Uniti. Subito dopo compare Gerry Scotti, che conferma personalmente la mancata messa in onda di Passaparola, raccontando di aver appreso dei gravissimi fatti mentre si stava registrando la puntata.

    È il passaggio definitivo: ciò che nelle prime fasi del pomeriggio era stato ancora gestito alternando informazione straordinaria e programmi si trasforma in una copertura continuativa dell’emergenza. Il palinsesto previsto per il resto della giornata viene accantonato.

    Enrico Mentana conduce il TG5 durante la lunga diretta dedicata agli attentati dell’11 settembre 2001.
    Il TG5 nel corso della lunga diretta dedicata agli attentati.

    Raitre: dalla Melevisione al palinsesto d’emergenza

    L’interruzione rimasta più profondamente nella memoria collettiva è probabilmente quella di Raitre.

    Alle 15.33 la rete sta trasmettendo in replica Tanti auguri a te, episodio 107 della terza stagione della Melevisione.

    Prima dell’avvio del TG3 compare l’annunciatrice Peppi Franzelin, con un breve intervento che accompagna il passaggio dal programma destinato ai bambini alle immagini drammatiche provenienti dagli Stati Uniti.

    Parte quindi un’edizione straordinaria del TG3, che prosegue per poco più di cinquanta minuti. Terminata la diretta, Franzelin torna in video e annuncia la messa in onda di Geo Magazine.

    Il passaggio è significativo perché il palinsesto originario prevedeva alle 16 un lungo blocco di Rai Sport – Pomeriggio sportivo, con i Giochi del Mediterraneo e la Vuelta di Spagna, mentre Geo Magazine era in programma soltanto alle 17.30.

    Raitre non torna quindi al programma interrotto e non riprende neppure il palinsesto dal punto nel quale avrebbe dovuto trovarsi. Al posto del pomeriggio sportivo costruisce una programmazione provvisoria, ricorrendo soprattutto a documentari e programmi di argomento naturalistico e geografico.9

    Nel tardo pomeriggio il TG3 torna in onda attorno alle 17.20 con una nuova edizione straordinaria. Terminato l’aggiornamento, Raitre restituisce la linea a Geo Magazine. Alle 18.00 è proprio il programma documentaristico a essere sospeso per la messa in onda del messaggio a reti unificate del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Concluso l’intervento, Geo Magazine riprende.

    Poco dopo, attorno alle 18.05, Raitre avvia l’episodio “Contare qualcosa” di Ai confini dell’Arizona. Il telefilm, però, dura poco meno di quindici minuti. alle 18.20 la puntata viene interrotta da una nuova edizione straordinaria del TG3. Intorno alle 18.27 Paola Sensini è in collegamento telefonico con Paolo Longo da Gerusalemme.

    In coda all’edizione viene annunciato che Ai confini dell’Arizona non riprenderà. Raitre torna quindi a una programmazione documentaristica di raccordo prima del TG3 delle 19.10

    Anche la fascia serale viene profondamente modificata. Il TG3 delle 19 si prolunga ben oltre la durata ordinaria e la programmazione prevista perde definitivamente la propria struttura: non vanno in onda né Blob né Un posto al sole.

    Intorno alle 20 Raitre manda in onda un episodio di Matlock, “Tentazione”, previsto per il giorno successivo e anticipato come programma-ponte verso la prima serata.11

    Alle 20.50 circa prende quindi il via uno speciale di TG3 Primo Piano, che occupa la prima serata per quasi due ore. La scelta sostituisce il film In fuga per tre e conferma il definitivo spostamento della rete verso un palinsesto costruito attorno all’emergenza.12

    Più tardi, dopo alcuni brevi contenuti di raccordo, anche il TG3 Notte assume una durata eccezionale, proseguendo per quasi un’ora.

    L’interruzione della Melevisione ebbe una particolarità ulteriore: portò improvvisamente le immagini dell’attacco in una fascia costruita per un pubblico infantile. Il brusco passaggio dai cartoni animati all’edizione straordinaria suscitò nei giorni successivi riflessioni e testimonianze sulla reazione dei bambini davanti a immagini che irrompevano senza mediazioni nel loro abituale spazio televisivo.13

    La Stampa del 15 settembre, riportando una stima di Klaus Davi e Universal Media, riferì inoltre che l’edizione straordinaria del TG3 delle 15.33 era stata seguita da 266.354 bambini, con uno share del 25,83%. Il dato aiuta a spiegare perché quello stacco, più di molti altri, sia rimasto nella memoria di un’intera generazione.

    Studio del TG3 durante la copertura dell’11 settembre 2001, con le immagini delle Torri Gemelle trasmesse sul grande schermo alle spalle del conduttore.
    Il TG3 durante la copertura degli attacchi al World Trade Center

    Altre reti: La7 e MTV

    Anche La7 modifica rapidamente il proprio pomeriggio. Il palinsesto prevedeva Oasi alle 15 e Lois & Clark alle 16, ma già alle 15.45 la normale programmazione ha lasciato spazio a un’edizione straordinaria del TG La7.

    Alla conduzione c’è Damiano Ficoneri, affiancato in studio da Flavia Filippi e da Lucio Caracciolo, direttore di Limes, chiamato a commentare quanto sta accadendo. Alle loro spalle scorrono le immagini della CNN, che diventano una delle principali fonti visive attraverso cui la rete segue in diretta gli attentati.

    La copertura prosegue anche nelle ore successive e alle 18.00 La7 trasmette, come le altre reti nazionali, il messaggio del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.14

    Per un’emittente nata da pochi mesi dalle ceneri di TMC e ancora alla ricerca di una propria identità, quella giornata assume anche un significato particolare sul piano editoriale. La lunga attenzione riservata alle notizie mostra infatti le potenzialità della rete sul terreno dell’informazione continua, proprio mentre si discuteva della possibilità di accentuarne la vocazione informativa fino a trasformarla in un canale all news.15

    Sulle ex frequenze di TMC2 trasmetteva ormai MTV Italia. Il palinsesto prevedeva alle 15 Mad 4 Hits, quindi MTV Trip, Summer Hits e Web Chart; il primo normale spazio informativo, Flash, sarebbe arrivato soltanto alle 18.

    Diverse testimonianze ricordano interventi informativi straordinari anche nel corso del pomeriggio, segno che la rottura della normale programmazione coinvolse anche una rete costruita soprattutto sulla musica e su un pubblico giovane.

    Il messaggio del presidente Carlo Azeglio Ciampi trasmesso su La7 alle 18.00 dell’11 settembre 2001.
    Il messaggio del presidente Carlo Azeglio Ciampi trasmesso su La7 alle 18.00 dell’11 settembre 2001.

    L’11 settembre sulle televisioni locali

    L’emergenza coinvolse anche numerose televisioni locali e regionali.

    Anche Telenorba dedica uno spazio informativo pomeridiano agli attentati. L’emittente partecipa al sistema di collaborazione informativa collegato a Stream News, che coinvolge alcune delle principali televisioni regionali italiane.

    La lombarda Telenova segue gli attentati in diretta, con ampio utilizzo delle immagini CNN. Anche Telecapri riprende nel pomeriggio le immagini della rete americana; il gruppo dispone già di una struttura informativa dedicata attraverso Telecapri News.

    Fra le emittenti collegate al circuito Stream News figuravano inoltre Primocanale, Videolina e Antenna 3 Lombardia.

    La copertura in diretta non riguarda dunque soltanto le grandi reti nazionali: anche l’emittenza locale modifica i propri palinsesti e cerca accesso alle immagini internazionali per seguire l’emergenza.

    Fotogramma della copertura di Telenova dell’11 settembre 2001 con le immagini della CNN e la grafica “Breaking News – America under attack”.
    Telenova rilancia le immagini della CNN durante la copertura dell’11 settembre 2001

    L’onda lunga sui palinsesti

    Lo sconvolgimento non si esaurì nella notte dell’11 settembre.

    Il 12 settembre Raiuno propose ancora uno speciale di Porta a Porta; Raitre sostituì Turisti per caso con Una giornata particolare di Ettore Scola; Italia 1 cancellò nuovamente Festivalbar e Pressing Champions League, sostituendoli con film. Le finali del Festivalbar, inizialmente previste l’11 e il 12, sarebbero state rinviate al 17 e 18 settembre. Anche il debutto della seconda edizione del Grande Fratello, previsto su Canale 5 per giovedì 13, venne spostato al 20 settembre.

    La7 il 12 settembre propose una lunga edizione del telegiornale dalle 18.30, seguita alle 21 da uno speciale di Gad Lerner; il giorno successivo Raidue affidò la prima serata a Michele Santoro con lo speciale Siamo tutti americani?.16

    Venerdì 14 settembre, infine, la programmazione si fermò ancora a reti unificate a mezzogiorno per i tre minuti di silenzio proclamati in tutta Europa. L’11 settembre aveva dunque smontato i palinsesti in poche ore, ma la sua onda lunga continuò a ridisegnarli per diversi giorni.

    Un palinsesto che cambiava in diretta

    Venticinque anni dopo, la ricostruzione restituisce un’immagine meno schematica di quella fissata dalla memoria. Non ci fu un unico minuto nel quale tutte le reti “passarono all’11 settembre”: ci furono flash brevi, ritorni ai programmi, nuovi stacchi, trasmissioni anticipate, appuntamenti cancellati e, infine, lunghe dirette.

    È nei dettagli che si vede meglio il cambiamento. The Practice riparte dal punto esatto in cui era stato fermato; Sabrina viene interrotta e poi ripresa; I tre segreti viene anticipato e diventa un programma-ponte verso il TG5; la Melevisione cede improvvisamente il posto alle immagini del TG3. Ogni rete impiega pochi minuti, e in modo diverso, per capire che le regole ordinarie del palinsesto non bastano più.

    La ricostruzione delle tre reti Rai mostra con particolare evidenza questa diversità. Raiuno, dopo l’interruzione di Accadde in paradiso alle 15.27, sceglie la continuità informativa e non torna più alla normale programmazione fino alla notte. Raidue e Raitre seguono invece una strada differente: le edizioni straordinarie si alternano a programmi di raccordo, mantenendo il palinsesto in una condizione provvisoria e pronto a essere nuovamente interrotto.

    Colpisce soprattutto il ricorso ai documentari. Su Raidue intere sequenze di programmi naturalistici prendono il posto dei telefilm previsti; su Raitre Geo Magazine e altri contenuti geografici e naturalistici occupano gli spazi lasciati liberi dal palinsesto saltato. Sono programmi già disponibili, modulari, facilmente sacrificabili e dal registro relativamente neutro: contenuti adatti a riempire l’attesa senza restituire allo spettatore l’impressione che la normale giornata televisiva fosse davvero ricominciata.

    In quelle ore Raidue e Raitre costruiscono così un vero e proprio palinsesto d’emergenza: programmi-cuscinetto fra una finestra informativa e l’altra, mentre le redazioni restano pronte a riprendere la linea in presenza di nuovi sviluppi. La diversa organizzazione delle tre reti potrebbe aver risposto anche alla necessità di distribuire corrispondenti, collegamenti e risorse tecniche fra le diverse testate Rai, evitando una sovrapposizione continua delle stesse fonti informative.17

    L’11 settembre, dunque, non interruppe semplicemente i palinsesti: per alcune ore ne modificò la stessa funzione. La programmazione non serviva più a scandire ordinatamente la giornata televisiva, ma diventava qualcosa di provvisorio, costruito e modificato quasi minuto per minuto in attesa della notizia successiva.

    È questo che rende quelle registrazioni ancora così interessanti: non mostrano soltanto ciò che accadeva a New York, ma anche la televisione italiana mentre decideva, in tempo reale, come raccontare un evento per il quale nessun palinsesto era preparato. Il modo in cui quei programmi si fermarono, ripresero o scomparvero è diventato parte della memoria televisiva di quel giorno.


    1. F. Fornario, «Mediaset a reti unificate», Film.it, 14 settembre 2001. ↩︎
    2. S. Petrone, «NY anch’io», in M. Morcellini (a cura di), Torri crollanti. Comunicazione, media e nuovi terrorismi dopo l’11 settembre, FrancoAngeli, Milano, 2003. ↩︎
    3. Nella fascia pomeridiana vengono trasmesse diverse puntate della serie documentaristica Eroi della natura. La puntata Le tigri del Bengala risulta trasmessa per soli 12 minuti e 38 secondi, a differenza degli altri episodi utilizzati nel corso del pomeriggio. ↩︎
    4. Uno zapping registrato quel pomeriggio, sincronizzato sul messaggio di Ciampi delle 18.00, consente inoltre di collocare Claudio Angelini su Raidue circa 28 minuti e 42 secondi più tardi e Paolo Longo da Gerusalemme intorno alle 18.42; in studio conduce Guido Barendson. ↩︎
    5. M. Falcioni, «11 settembre 2001, il racconto di una giornata televisiva banale. Fino alle 14.46», TVBlog, 10 settembre 2021. ↩︎
    6. La prima edizione straordinaria del TG1 dura 2 ore, 32 minuti e 24 secondi; la seconda, con Tiziana Ferrario, 1 ora, 59 minuti e 3 secondi. Il TG1 delle 20 dura 56 minuti e 27 secondi; lo speciale di Porta a Porta 2 ore, 36 minuti e 7 secondi; il successivo TG1 Notte 1 ora, 2 minuti e 52 secondi. ↩︎
    7. F. Tricoli, «Edizione straordinaria: impatto redazionale e rappresentazione televisiva dell’evento», in M. Morcellini (a cura di), Torri crollanti. Comunicazione, media e nuovi terrorismi dopo l’11 settembre, FrancoAngeli, Milano, 2003, pp. 295-308. ↩︎
    8. F. Fornario, «Mediaset a reti unificate», cit. ↩︎
    9. La programmazione pomeridiana comprende diversi blocchi di Geo Magazine e altri prodotti documentaristici. ↩︎
    10. L’episodio Contare viene trasmesso per una durata di appena 14 minuti e 46 secondi. Avviato attorno alle 18.05, viene interrotto intorno alle 18.20. ↩︎
    11. Matlock – Tentazione ha una durata di circa 45 minuti e compare nella programmazione prevista di Raitre per il 12 settembre alle 13.10. La sua presenza nella serata precedente indica il recupero anticipato di un episodio già pronto per l’emissione, utilizzato come programma di raccordo nel palinsesto d’emergenza. ↩︎
    12. [r. mas.], «Dirette non stop e siti Internet presi d’assalto», La Stampa, 12 settembre 2001, p. 14. ↩︎
    13. O. Pagone, «Dopo i cartoni animati lo choc: “ma è un film?”», La Gazzetta del Mezzogiorno, 14 settembre 2001, p. 2; G. Barbiellini Amidei, «Il dolore mostrato ai bambini. Ma quella tragedia non è un gioco», Corriere della Sera, 15 settembre 2001. ↩︎
    14. «Per il presidente in 12 mln davanti alla televisione», l’Unità, 13 settembre 2001, p. 15. ↩︎
    15. N. Rangeri, «La violenza delle immagini e quella delle parole», il manifesto, 13 settembre 2001. ↩︎
    16. A. Laffranchi, «Spazio ai Tg, fermi “Grande Fratello” e varietà», Corriere della Sera, 13 settembre 2001. ↩︎
    17. L’ipotesi sulla distribuzione fra le tre reti di corrispondenti e risorse tecniche costituisce una lettura interpretativa della successione delle finestre informative. ↩︎
  • Scalfaro a reti unificate: cosa accadde in TV il 3 novembre 1993

    Scalfaro a reti unificate: cosa accadde in TV il 3 novembre 1993

    Poco dopo le 22.15 la normale programmazione televisiva italiana cominciò improvvisamente a cambiare. Partite, film e programmi lasciarono spazio alle edizioni straordinarie dei telegiornali in attesa di un messaggio del Presidente della Repubblica. Quasi venti minuti dopo, Oscar Luigi Scalfaro pronunciò in diretta il celebre «Io non ci sto». Ma cosa accadde realmente sui diversi canali quella sera?

    La sera di mercoledì 3 novembre 1993 la televisione italiana aveva una forte impronta calcistica. Si giocavano le coppe europee e due reti generaliste erano impegnate nella trasmissione di altrettanti incontri: Raiuno mandava in onda Cagliari-Trabzonspor, ritorno dei sedicesimi di finale di Coppa UEFA, mentre Italia 1 seguiva Aberdeen-Torino.

    Era una normale serata televisiva d’autunno. Almeno fino a quando sui teleschermi cominciò a circolare la notizia che il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro avrebbe rivolto un messaggio straordinario agli italiani.

    Quello che seguì è rimasto nella memoria soprattutto attraverso una formula: «Scalfaro interruppe una partita di calcio». Una ricostruzione sostanzialmente fondata, ma che comprime in un unico momento una sequenza televisiva assai più complessa.

    La partita fu effettivamente interrotta. Il messaggio del Presidente, però, sarebbe cominciato soltanto diversi minuti dopo.

    Un Paese nel pieno della crisi

    Per comprendere quella sera bisogna tornare al clima dell’autunno del 1993.

    L’Italia attraversava uno dei momenti più convulsi della propria storia repubblicana. Le inchieste di Tangentopoli avevano travolto buona parte del sistema politico della Prima Repubblica, mentre lo scandalo dei fondi riservati del Sisde, il servizio segreto civile, aveva aperto un nuovo e delicatissimo fronte.

    Alcuni funzionari del servizio, coinvolti nelle indagini sull’utilizzo dei fondi riservati, avevano cominciato a chiamare in causa anche uomini politici e ministri dell’Interno. Il nome di Scalfaro, che tempo prima di salire al Quirinale aveva guidato il Viminale, finì a sua volta nelle dichiarazioni degli indagati.

    Il 3 novembre le nuove accuse contribuirono a rendere ancora più incandescente la giornata. In serata il Presidente decise di rivolgersi direttamente al Paese.

    «Il mio dovere primario è di non darla vinta a chi lavora allo sfascio», ha affermato Scalfaro davanti alle telecamere. E poi la frase destinata a entrare nella storia politica italiana: «A questo gioco al massacro, Io non ci sto!».

    La stampa del giorno successivo descrisse l’intervento come un messaggio trasmesso a reti unificate.1

    Ma prima che Scalfaro comparisse sugli schermi trascorsero diversi minuti. Ed è proprio in quel breve intervallo che i normali palinsesti televisivi vennero progressivamente smontati.

    Il “palinsesto zero”: cosa sarebbe dovuto andare in onda

    Per capire la portata della variazione è utile partire da quello che potremmo definire il “palinsesto zero”: la programmazione annunciata per quella sera prima che l’intervento del Presidente modificasse tutto.

    Su Raiuno il programma centrale della serata era Cagliari-Trabzonspor, incontro di Coppa UEFA. Al termine della gara, iniziata intorno alle 20.30, sarebbe dovuto andare in onda il TG1 di mezza sera, quindi la differita di Milan-Copenaghen, partita di Coppa dei Campioni disputata quella stessa sera a San Siro.

    Su Raidue era invece previsto un film della serie di Perry Mason, mentre Raitre proponeva I soliti ignoti e successivamente Milano, Italia.

    Anche le reti Fininvest avevano una programmazione ordinaria ben definita. Canale 5 trasmetteva il film televisivo Vittima d’amore, al quale avrebbe dovuto fare seguito alle 22.30 Spazio 5, settimanale d’attualità curato da Enrico Mentana. Su Italia 1, dopo Aberdeen-Torino, era prevista la rubrica Visto da Sud. Rete 4, invece, proponeva la soap opera Cuore selvaggio e successivamente, alle 22.30, I vitelloni di Federico Fellini.2

    Gran parte di quella fascia oraria non sarebbe però andata in onda esattamente come previsto.

    Raiuno: la partita viene davvero interrotta

    La documentazione video disponibile permette di ricostruire con particolare precisione ciò che avvenne su Raiuno.

    Cagliari-Trabzonspor è ormai agli sgoccioli. Il telecronista Carlo Nesti segnala che sono trascorsi 44 minuti e 50 secondi del secondo tempo.

    Poco dopo compare sullo schermo un sottopancia: «Alle 22.15 sarà trasmesso a reti unificate un messaggio del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro».

    Il gioco continua. Si arriva al novantesimo e comincia il recupero. Poi, mentre la partita è ancora materialmente in corso, la diretta dallo stadio viene abbandonata. Lo schermo sfuma brevemente al nero.3

    Il risultato di 0-0 stava ormai consegnando al Cagliari la qualificazione. Ma il pubblico televisivo di Raiuno non vide la conclusione ordinaria della diretta.

    Dell’interruzione rimane anche il ricordo delle proteste di alcuni tifosi cagliaritani, considerando che la qualificazione al successivo turno di coppa non era ancora stata sancita dal triplice fischio.4

    È quindi corretto affermare che Cagliari-Trabzonspor fu interrotta.

    Occorre però aggiungere una precisazione importante: non fu il discorso di Scalfaro a interrompere direttamente la partita.

    Il messaggio vero e proprio iniziò alle 22.32 e si concluse intorno alle 22.38. Tra l’abbandono della partita e l’apparizione del Presidente trascorse dunque un intervallo occupato dal TG1 e dall’attesa del collegamento con il Quirinale.

    La memoria collettiva ha finito per fondere i due momenti: la partita venne interrotta per il messaggio del Presidente, ma non dal messaggio del Presidente.

    Una fonte del giorno successivo precisa inoltre che su Raiuno, durante l’attesa, sarebbero stati trasmessi anche alcuni minuti di segnale orario: una circostanza che rese ancora meno comprensibile, agli occhi degli spettatori della partita, l’abbandono anticipato della diretta.5

    I telegiornali si preparano al Quirinale

    Mentre Raiuno abbandonava gli ultimi minuti della partita, nelle redazioni dei telegiornali era già iniziata una corsa per arrivare al Quirinale.

    Uno dei protagonisti di quella fase fu Emilio Fede. Secondo una ricostruzione pubblicata da La Stampa il giorno successivo, il TG4 fu il primo telegiornale a collegarsi in video con la sala del Quirinale.

    Erano immagini insolite. Il messaggio non era ancora iniziato: Scalfaro veniva ripreso durante i preparativi, mentre i tecnici sistemavano l’inquadratura e l’illuminazione. Comparvero persino le prove effettuate con un foglio bianco per verificare il riverbero delle luci.6

    Fede decise di mandare in onda quel materiale e di commentarlo in diretta.

    La scelta suscitò delle critiche perché rendeva pubbliche alcune fasi tecniche normalmente confinate dietro le quinte di una diretta istituzionale. Non era ancora il messaggio del Presidente, ma il segnale preparatorio proveniente dal Quirinale in bassa frequenza.

    Michele Serra, sull’Unità, ironizzò duramente sull’operazione: ricordò le immagini della scrivania, delle prove delle luci e persino Scalfaro che si versava dell’acqua minerale, trasformate dal TG4 in una sorta di anticipazione esclusiva.7

    La stessa sera si susseguirono rapidamente gli altri telegiornali. Secondo le cronache contemporanee, nel giro di pochi minuti le principali reti avevano modificato la propria programmazione per seguire l’avvicinarsi del messaggio.

    C’è anche un curioso retroscena relativo a Fede. Quella sera il direttore del TG4 si trovava a San Siro, dove si disputava Milan-Copenaghen. Saputo dell’imminente intervento del Presidente, avrebbe lasciato lo stadio per raggiungere rapidamente in taxi la redazione.8

    Canale 5: il film interrotto e Spazio 5 cancellato

    Su Canale 5 l’intervento dell’informazione straordinaria produsse una modifica ancora più evidente.

    Era in onda il film Vittima d’amore. Intorno alle 22.23 il TG5 prese la linea e il film venne sospeso quando mancava all’incirca un quarto d’ora alla sua conclusione.

    Il TG5 accompagnò quindi gli spettatori verso il messaggio di Scalfaro. Terminato il collegamento con il Quirinale, Canale 5 tornò brevemente al film per trasmetterne la parte finale, prima di aprire una nuova lunga finestra informativa.

    A farne le spese fu Spazio 5, il programma d’attualità di Enrico Mentana previsto alle 22.30, che quella sera non andò in onda.9

    È uno degli esempi più chiari di come l’intervento straordinario non occupò soltanto i sei minuti del discorso presidenziale, ma ridisegnò per molto più tempo la programmazione delle reti.

    Film, programmi e partite: reazioni diverse da rete a rete

    Le altre reti reagirono in modo diverso.

    Su Raidue il film venne interrotto soltanto a ridosso del messaggio. Il TG2 aprì il collegamento con un breve cappello introduttivo del conduttore. Scalfaro era già seduto e pronto a parlare e l’introduzione venne conclusa quando dalla regia arrivò il segnale che il Presidente poteva iniziare.10

    Su Raitre, invece, il TG3 tenne a lungo la linea, modificando inevitabilmente la fascia nella quale sarebbe dovuto andare in onda Milano, Italia.11

    Particolare il caso di Italia 1. Quella sera la rete trasmetteva Aberdeen-Torino, gara valida per il ritorno degli ottavi di finale Coppa delle Coppe. A differenza di Cagliari-Trabzonspor, con ogni probabilità Italia 1 è riuscita a portare a termine la partita, modificando soltanto la programmazione successiva.12

    Le due partite rappresentano così due esempi opposti della stessa serata: su Raiuno il calcio viene sacrificato nei minuti di recupero, prevalendo le esigenze istituzionali del servizio pubblico, mentre, su Italia 1, con ogni probabilità, l’incontro si conclude normalmente prima del passaggio all’informazione straordinaria.

    Alle 22.32 appare Scalfaro

    Dopo quasi venti minuti di attesa, collegamenti, edizioni straordinarie e modifiche ai programmi, intorno alle 22.32 sui teleschermi compare finalmente Oscar Luigi Scalfaro.

    Il Presidente parla per pochi minuti, ma la forza delle parole e il contesto nel quale vengono pronunciate trasformano immediatamente il messaggio in uno degli episodi televisivi e politici più ricordati degli anni Novanta.

    La televisione, per alcuni minuti, perde la propria frammentazione: Rai, Fininvest e Telemontecarlo trasmettono contemporaneamente il messaggio proveniente dal Quirinale.

    È l’immagine di una televisione generalista che nel 1993 conserva ancora la capacità di riunire nello stesso momento quasi l’intero pubblico nazionale.

    Quasi 23 milioni davanti allo stesso messaggio

    I dati d’ascolto rendono bene la dimensione dell’evento.

    Le rilevazioni pubblicate nei giorni successivi indicano oltre 22 milioni di telespettatori, con uno share complessivo pari circa al 95 per cento del pubblico che in quel momento aveva il televisore acceso.13

    Un risultato eccezionale persino per un messaggio del Presidente della Repubblica e superiore agli ascolti ottenuti dalle precedenti apparizioni straordinarie dal Quirinale.

    Per pochi minuti quasi tutta la televisione italiana aveva mostrato la stessa immagine.

    Una televisione unita e, allo stesso tempo, in competizione

    Rivista oggi, la sera del 3 novembre 1993 racconta qualcosa di più del celebre «Io non ci sto».

    Racconta innanzitutto come funzionava la televisione italiana di fronte a un’improvvisa emergenza istituzionale.

    I palinsesti non vennero semplicemente sospesi alle 22.32 per sei minuti. Cominciarono a sgretolarsi molto prima. La diretta di una partita fu sospesa durante il recupero, un film venne fermato poco prima della conclusione, un programma d’attualità fu cancellato, altre trasmissioni slittarono. Nel frattempo i telegiornali aprivano le proprie edizioni straordinarie e cercavano di arrivare per primi al Quirinale.

    Ed è proprio questo il secondo elemento interessante.

    Quella sera la televisione fu contemporaneamente unificata e competitiva.

    Unificata perché, quando Scalfaro cominciò a parlare, quasi tutte le grandi reti generaliste confluirono sullo stesso segnale.

    Competitiva perché nei minuti precedenti ogni redazione cercò di anticipare le altre: chi aprendo prima l’edizione straordinaria, chi collegandosi immediatamente con il Quirinale, chi utilizzando le immagini delle prove tecniche.

    È forse questa la fotografia televisivamente più significativa del 3 novembre 1993.

    Non soltanto la sera in cui Scalfaro pronunciò la celebre frase: «Io non ci sto». Ma la sera in cui, per prepararsi ad ascoltarlo, i palinsesti italiani cominciarono uno dopo l’altro a fermarsi.

    1. L’Unità, 4 novembre 1993, p. 1, «È gioco al massacro. Non ci sto» ↩︎
    2. La Stampa, 3 novembre 1993, p. 23, «Programmi di oggi» ↩︎
    3. Registrazione televisiva Raiuno, 3 novembre 1993, Cagliari-Trabzonspor, telecronaca di Carlo Nesti. Il filmato documenta il sottopancia relativo al messaggio presidenziale e l’interruzione della diretta durante il recupero. Link video (consultato il 13/08/2026): https://www.youtube.com/watch?v=dP3PTKRBhgU ↩︎
    4. Testimonianza orale raccolta dall’autore, agosto 2026. ↩︎
    5. La Stampa, 4 novembre 1993, p. 3, «La gara in tv. Il primo è stato il Tg4»; Il Mattino, 5 novembre 1993, «Il messaggio in Tv sbanca l’Auditel. 22 milioni al video». ↩︎
    6. La Stampa, 4 novembre 1993, p. 3, «La gara in tv. Il primo è stato il Tg4». ↩︎
    7. Michele Serra, L’Unità, 5 novembre 1993, corsivo in prima pagina ↩︎
    8. Giorgio Dell’Arti, rubrica «Antenna», La Stampa, 6 novembre 1993, p. 19 ↩︎
    9. Davide Frattini, «Record: 23 milioni davanti alla Tv. Messaggio chiaro per 2 italiani su 3», Corriere della Sera, 5 novembre 1993 ↩︎
    10. La Stampa, 4 novembre 1993, p. 3, «La gara in tv. Il primo è stato il Tg4». ↩︎
    11. Davide Frattini, «Record: 23 milioni davanti alla Tv. Messaggio chiaro per 2 italiani su 3», Corriere della Sera, 5 novembre 1993 ↩︎
    12. Dal filmato integrale della partita trasmessa da Italia 1 non emergono interruzioni della diretta sino al termine dell’incontro. ↩︎
    13. Il Mattino, 5 novembre 1993, per il dato di 22.065.000 spettatori. ↩︎