Nel settembre 1987 la sfida di Coppa dei Campioni al Bernabéu diventò anche una partita televisiva. Rai, Fininvest e la neonata Odeon si contesero i diritti; a spuntarla fu Odeon, che però cedette proprio Real Madrid-Napoli alla Rai. Dietro quel passaggio c’era uno dei paradossi della televisione privata italiana degli anni Ottanta: reti ormai nazionali nei palinsesti, ma non ancora nella diretta.
Il 16 settembre 1987 il Napoli campione d’Italia debuttava in Coppa dei Campioni contro il Real Madrid. Il sorteggio aveva riservato subito alla squadra di Maradona uno degli avversari più difficili e la partita d’andata presentava una particolarità destinata ad accrescerne ulteriormente l’interesse televisivo: il Santiago Bernabéu era squalificato e l’incontro si sarebbe disputato a porte chiuse.
Per molti tifosi, in Spagna come in Italia, la televisione non era quindi soltanto il modo più comodo per seguire la partita. Era l’unico.
Ma prima ancora che Real Madrid e Napoli scendessero in campo, attorno a quelle immagini si giocò un’altra sfida. E coinvolse la Rai, Silvio Berlusconi e un network che aveva cominciato ufficialmente a trasmettere appena pochi giorni prima: Odeon TV.
Una partita contesa fra Rai, Berlusconi e Odeon
All’inizio di settembre la trasmissione italiana di Real Madrid-Napoli era tutt’altro che definita.
Berlusconi aveva già avviato durante l’estate una trattativa con il presidente del Real Ramón Mendoza per un pacchetto di partite del Real. Per Fininvest sarebbe stato un altro passo nella politica di acquisizione dei grandi eventi sportivi internazionali; per la Rai, invece, Real-Napoli rappresentava un appuntamento difficilmente rinunciabile, anche per l’eccezionale interesse suscitato dal debutto europeo della squadra campione d’Italia.
Nei primi giorni di settembre Mendoza arrivò a Milano e incontrò gli interlocutori delle diverse televisioni. Quella che inizialmente appariva come una contesa soprattutto fra Rai e Fininvest vide scendere in campo improvvisamente un terzo protagonista.1
Odeon TV aveva inaugurato le proprie trasmissioni il 6 settembre 1987. Nata attorno a una rete di emittenti locali, si presentava sul mercato con ambizioni nazionali. Nella società aveva un ruolo importante Callisto Tanzi, proprietario della Parmalat, che era anche sponsor del Real Madrid. Il rapporto commerciale fra Tanzi e il club spagnolo favorì l’ingresso del nuovo circuito nella trattativa.2
Il risultato arrivò rapidamente. Tra la sera dell’8 e la mattina del 9 settembre Odeon concluse l’accordo con Mendoza: il network si assicurò in esclusiva Real Madrid-Napoli e altre diciannove partite casalinghe del Real Madrid da scegliere nel corso della stagione. La Rai, almeno formalmente, era stata battuta sul terreno dell’acquisizione dei diritti.3
La situazione, però, si rovesciò quasi immediatamente.
Nazionale nei programmi, non nella diretta
Il problema era nella particolare struttura della televisione privata italiana di quegli anni.
Canale 5, Italia 1, Retequattro e le nuove syndication potevano ormai proporre lo stesso palinsesto in gran parte del Paese attraverso una rete di emittenti locali. La cosiddetta interconnessione funzionale consentiva di distribuire programmi preregistrati alle diverse stazioni e di mandarli in onda contemporaneamente, o con uno sfasamento minimo.
La diretta nazionale era un’altra cosa.
La legislazione continuava a riservare allo Stato la diffusione televisiva su scala nazionale e il sistema adottato dai privati si reggeva proprio sulla registrazione preventiva del programma. La differenza poteva essere quasi impercettibile per chi guardava un telefilm, un varietà o un quiz; diventava decisiva quando si trattava di collegarsi in tempo reale con uno stadio all’estero. La stessa Corte costituzionale, ricostruendo poco dopo quel sistema, avrebbe distinto la diffusione contemporanea di programmi preregistrati dalla vera interconnessione in diretta.4
Real Madrid-Napoli mise quel limite sotto gli occhi di tutti.
Durante la trattativa fu presa in considerazione anche una soluzione territoriale: trasmettere la partita in diretta in Campania attraverso Telecapri e proporla successivamente nel resto d’Italia. Era un modo per sfruttare i diritti senza trasformare il circuito Odeon in una rete nazionale interconnessa in diretta.
Ma per un evento di quella portata era una soluzione debole. Il pubblico potenziale era nazionale e il Real Madrid aveva a sua volta bisogno che il ritorno del 30 settembre a Napoli potesse essere visto regolarmente in Spagna.
Qui la Rai conservava un vantaggio decisivo.
La strada della Rai
Sul versante internazionale le immagini transitavano attraverso i rapporti fra le televisioni pubbliche e la rete Eurovision. Anche la normativa spagnola assegnava a TVE un ruolo centrale nell’esportazione televisiva degli avvenimenti disputati nel Paese. Per il Real Madrid contava quindi non soltanto vendere l’andata, ma assicurarsi la possibilità di ricevere dalla Rai anche le immagini della partita di ritorno al San Paolo.
Mendoza spiegò la scelta con grande chiarezza: con il Bernabéu vuoto era indispensabile che l’andata fosse trasmessa, ma era altrettanto importante garantire la reciprocità televisiva per il ritorno. La televisione pubblica offriva entrambe le condizioni.5
Poche ore dopo l’acquisto dei diritti da parte di Odeon arrivò dunque l’accordo decisivo.
Odeon cedette alla Rai i diritti italiani di Real Madrid-Napoli. Il comunicato diffuso dalla televisione pubblica il 10 settembre formalizzava il passaggio: la partita del 16 settembre sarebbe stata trasmessa in diretta dalla Rai, mentre restava a Odeon il più ampio pacchetto delle altre gare casalinghe del Real Madrid.
Le cifre circolate in quei giorni furono diverse e non sempre coincidenti. Anche il valore attribuito alla singola Real-Napoli risultava difficile da separare da un contratto che comprendeva altre diciannove partite e si intrecciava con i rapporti commerciali fra Parmalat e il club spagnolo. Lo stesso Mendoza non rese pubblico l’importo complessivo dell’accordo.
Più del prezzo, però, conta il meccanismo televisivo: Odeon aveva conquistato la partita sul mercato, ma la Rai era ancora il soggetto capace di trasformare quei diritti in una diretta effettivamente nazionale.
La competizione fra i gruppi non si esaurì con l’accordo. Pochi giorni dopo, la stampa riferì che Berlusconi aveva vietato ai giocatori del Milan di partecipare alle trasmissioni del nuovo network Odeon. La vicenda Real Madrid-Napoli aveva lasciato qualche strascico anche fuori dal campo.
Il 16 settembre: una serata di calcio su Raiuno
Mercoledì 16 settembre la Rai costruì attorno alle coppe europee una vera maratona calcistica. Le sei squadre italiane impegnate nelle tre competizioni trovarono spazio, in diretta o in differita, sulle reti pubbliche.
Su Raiuno la serata prevedeva prima Sporting Gijón-Milan, con collegamento dalle 20.25, e poi Real Madrid-Napoli, fissata alle 21.45 e annunciata nel palinsesto televisivo a partire dalle 21.40.
Le due partite si sarebbero sovrapposte per circa mezz’ora. La soluzione annunciata dalla Rai era particolarmente interessante dal punto di vista televisivo: non una rigida separazione fra i due incontri, ma una sorta di staffetta delle immagini, passando da una partita all’altra in funzione di ciò che accadeva sui campi e mantenendo informato il pubblico sull’incontro temporaneamente lasciato. Le cronache dell’epoca descrissero anche l’impiego di un riquadro sullo schermo per conservare le immagini dell’altra gara.6
Era un modo di affrontare un problema oggi ordinario — due eventi sportivi contemporanei — con gli strumenti e la regia televisiva disponibili nel 1987.
Il Napoli giocò così il suo primo incontro di Coppa dei Campioni davanti a un Bernabéu deserto ma a un pubblico televisivo vastissimo. In campo il Real Madrid vinse 2-0; davanti ai televisori italiani, invece, si concludeva una vicenda cominciata una settimana prima negli uffici delle emittenti e nei colloqui con Ramón Mendoza.
Odeon non aveva perso il Real Madrid
Il passaggio di Real-Napoli alla Rai potrebbe far pensare che l’acquisto di Odeon fosse rimasto senza seguito. Accadde esattamente il contrario.
Già il giorno successivo alla partita, Antenna Sud, emittente pugliese del circuito Odeon, programmò alle 19.30 La prima volta del Napoli, uno speciale dedicato alla trasferta di Madrid.7
Soprattutto, le altre partite comprese nell’accordo con il Real cominciarono a comparire nei palinsesti delle emittenti affiliate.
Il 21 ottobre, in occasione di Real Madrid-Porto di Coppa dei Campioni, La Gazzetta del Mezzogiorno annunciava per il giorno seguente la differita alle 20.30 su Odeon-Antenna Sud. Un mese più tardi, il 12 novembre, lo stesso palinsesto proponeva alle 23.05 Real Madrid-Atletico Madrid.8
Le immagini circolavano anche attraverso altre televisioni locali. In Basilicata, il 7 gennaio 1988, TP1 – Tele Pretoria Uno di Potenza inserì alle 22.50 nel proprio palinsesto Odeon Sport: Real Madrid-Barcellona.
Il caso forse più eloquente arrivò nel marzo successivo. Per Real Madrid-Bayern Monaco, ritorno dei quarti di Coppa dei Campioni, Odeon organizzò una diretta limitata alla Lombardia e una differita per il giorno seguente nel resto d’Italia; in Puglia la partita sarebbe arrivata attraverso Antenna Sud.9
Era, in pratica, la dimostrazione di ciò che nel settembre precedente aveva condizionato Real-Napoli. Odeon possedeva contenuti di valore internazionale e una rete di televisioni distribuite sul territorio, ma doveva adattarne la trasmissione alla particolare architettura dell’emittenza privata italiana: dirette circoscritte a un’area, differite nelle altre regioni, programmi comuni distribuiti attraverso le affiliate.
Una partita che racconta la televisione del 1987
Real Madrid-Napoli rimase naturalmente nella memoria soprattutto per ciò che accadde sul campo. Ma la vicenda dei suoi diritti racconta anche un passaggio preciso della storia televisiva italiana.
Nel settembre 1987 la concorrenza privata era già in grado di contendere alla Rai un grande evento internazionale. Una syndication appena nata come Odeon poteva presentarsi a Madrid, superare Fininvest nella trattativa e acquistare un pacchetto di partite di uno dei club più importanti d’Europa.
Il problema cominciava un istante dopo l’acquisto.
Possedere le immagini non significava ancora poterle mandare in diretta, nello stesso momento, a tutta l’Italia. Su quel terreno la Rai conservava un vantaggio che non dipendeva soltanto dalla forza economica: aveva una rete realmente nazionale, l’accesso ai collegamenti internazionali dell’Eurovisione e una struttura capace di gestire in diretta una lunga giornata di calcio europeo passando da uno stadio all’altro.
Odeon, però, non rimase ai margini. Le successive partite del Real Madrid dimostrarono che il circuito sapeva utilizzare i propri diritti attraverso Antenna Sud, TP1 e le altre emittenti locali, alternando dirette territoriali e differite nazionali.
Per questo Real Madrid-Napoli del 1987 è interessante anche senza trasformarla nel simbolo di una svolta epocale. Basta osservare ciò che accadde: la partita fu comprata da una televisione privata, trasmessa in diretta dalla Rai e poi seguita da un’intera stagione di calcio del Real Madrid sulle televisioni locali di Odeon.
In pochi giorni, dentro un unico evento, si vedevano convivere le diverse forme della televisione italiana di allora.
- Franco Esposito, “Rissa via etere. La RAI favorita su Berlusconi”, Il Mattino, 9 settembre 1987; Redazione, “Oggi sapremo chi potrà teletrasmettere Real-Madrid-Napoli. Dopo Rai e Berlusconi ora è in corsa anche Odeon Tv”, Corriere della Sera, 9 settembre 1987. ↩︎
- Massimo Emanuelli, Storia delle TV private italiane. TV locali, TV straniere in lingua italiana, Syndication, Network, Gammarò, 2026, sezione dedicata a Odeon TV. ↩︎
- Fabio Monti, “La Rai conquista Real-Napoli. Diretta dal deserto Bernabeu”, Corriere della Sera, 10 settembre 1987; Redazione, “Real-Napoli alla Rai grazie a Odeon-tv”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 10 settembre 1987, p. 20. ↩︎
- Corte costituzionale, sentenza n. 826/1988, ricostruzione della disciplina dell’interconnessione funzionale e della riserva delle trasmissioni televisive su scala nazionale. ↩︎
- “La cadena privada Odeón y la RAI compran los derechos”, El País, 10 settembre 1987. ↩︎
- Redazione, palinsesti e programmazione sportiva del 16 settembre 1987; “La RAI ofreció nueve horas de fútbol europeo”, El País, 17 settembre 1987. ↩︎
- Redazione, palinsesto Odeon-Antenna Sud, La Gazzetta del Mezzogiorno, 17 settembre 1987, p. 27. ↩︎
- Redazione, “C’è una finale anticipata: Real Madrid-Porto”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 21 ottobre 1987, p. 13; palinsesto Odeon-Antenna Sud, 12 novembre 1987, p. 21. ↩︎
- Palinsesto TP1, La Gazzetta del Mezzogiorno, 7 gennaio 1988, p. 14; “Real-Bayern che notte a Madrid!”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 16 marzo 1988, p. 18. ↩︎

